Salti del diavolo – 2011

Escursione del 19 Giugno 2011 – Partenza da Cassio (PR), sentiero degli scalpellini, salti del diavolo, Chiastre, dente del gigante e ritorno.

Cartina della zona

Cassio, piccolo e tipico paesino appenninico, si raggiunge comodamente percorrendo la statale della Cisa che unisce Parma a La Spezia. Si lascia l’auto in paese (c’è anche un parcheggio abbastanza capiente) e si inizia a percorrere il senteiro denominato Via degli Scalpellini perchè era tradizione locale la lavorazione delle pietre per la produzione di macine. Sulla via si incontrano anche cartelli esplicativi e interessanti. In sentiero scende dal paese fino alle rive del torrente Baganza, dove c’è un bellissimo e divertente ponte sospeso, sicuro e facilmente percorribile. Da qui si inizia a salire e di notano le strane formazioni rocciose che costituiscono i così detti salti del diavolo. Il paesaggio è veramente originale e affascinante. Questi grandi sbuffi di roccia sembrano emergere dal bosco spinti da una strana forza, sembrano non centrare nulla col paesaggio circostante. E così, passeggiando nel folto degli alberi di trovi di fronte a strane forme alcune delle quali ricordano abbastanza nitidamente degli animali. Per questo alcune rocce sono state ribattezzate come “lo squalo” o “il pinguino”. Il tutto assume un nonsochè di magico, ancor di più se si pensa che è un sentiero spesso deserto. L’ho percorso con la famiglia in Giugno e in 11 km di cammino abbiamo incontrato una persona. Il chè lo rende ancora più bello, pieno di silenzi e di atmosfera. Al termine di una salita piuttosto lunga ma non dura, si arriva alla statale e poco dopo si sale all’abitato di Chiastre, un piccolo paesino che ha conservato il suo antico aspetto, dove nella piazzetta si può vedere una grossa pietra da mulino simbolo della tradizione locale e visitare anche una piccola cava di pietra in disuso. Posti d’altri tempi. Quando siamo entrati in paese un’anziana signora ci è venuta incontro e ci ha chiesto da dove venissimo e si è mostrata preoccupata del fatto che nostra figlia aveva camminato molto, premurandosi di spiegarci dove c’era una fonte di acqua fresca. Ai limiti del commovente. Se tutti noi fossimo un pò così, quanto andrebbe meglio il mondo? Da qui, prima di tornare indietro, abbiamo imboccato il sentiero per il “dente del gigante”, un’altra formazione rocciosa che si erge nel bosco che sovrasta l’abitato e che è davvero bellissimo da vedere. Salendo per 15 minuti circa di entra in un piccolo canion tra due pareti dritte e si sale poi nuovamente fino a un piccolo spiazzo nel folto degli alberi dove è stato piazzato un tavolo in legno per pic-nic. Il posto ideale dove fermarsi a bivaccare immersi in un silenzio e in una pace assoluti. Goduta abbondantemente la sosta, siamo tornati ripercorrendo il sentiero dell’andata, con una variante che permette di vedere da vicino casa Pallavicino ma soprattutto di godere da lontano delle “animalesche” forme delle rocce che abbiamo sfiorato all’andata. Dopo la lunga camminata, una volta attraversato nuovamente il torrente, la risalita a Cassio è veramente dura e ripida. Un bel giro, che consiglio a tutti, adatto anche a famiglie e bambini. Il percorso fatto da noi è di circa 11 km, ma è anche possibile percorrerne solo una parte.

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