Catinaccio, zona del Vajolet – 2010

Escursione del 16 Agosto 2010 – Da Ciampedie ai rifugi Preuss e Vajolet in Val di Fassa, gruppo del Catinaccio.

Panoramica area del Catinaccio
Il Catinaccio

Sicuramente uno tra i più bei gruppi dolomitici è quello del Catinaccio che offre la possibilità di fare un gran numero di escursioni in territorio tipicamente roccioso e con una grande varietà di livelli di difficoltà. Noi abbiamo avuto la sfortuna di prendere cattivo tempo e nei pochi giorni che abbiamo soggiornato nella zona, siamo riusciti a salvarci solo una giornata per un’escursione che si è dimostrata però soddisfacente e spettacolare per gli splendidi scorsi che può offrire. Il nostro giro è partito dal paese di Vigo di Fassa con la funivia del Catinaccio che in tre minuti ci posa sui 2000 metri dell’altopiano di Ciampedie, un’isola verde con rifugio, ristorante, parco giochi e una vista bellissima. Da qui parte il sentiero 540 che in un’oretta scarsa di cammino ci porta alla conca del Gardeccia, dove si trova un altro rifugio con possibilità di sosta, rifornimento e acquisto di chincaglieria turistica. Tutto questo primo tratto si svolge attraversando vegetazione di conifere e paesaggi alpini bellissimi. Siamo sempre accompagnati da scorci sul Catinaccio e sulle impressionanti pareti del Larsec. Siamo molto contenti perchè la giornata si apre, dopo tanta pioggia, e il tempo sembra tenere, anche se il freddo la mattina presto si fa sentire anche in Agosto e abbiamo addosso traticamente tutto quello che lo zaino può offrire. Dal Gardeccia si procegue seguendo sempre la stessa segnaletica, sempre chiara, in direzione delle torri del Vajolet. Qui la salita inizia a tirare ma siamo sempre su una larga mulattiera che non da problemi ed è percorribile da tutti. La vista sulla mole del Catinaccio è sempre più impressionante, un sassone dalle misure ciclopiche. Poco dopo si inizia a intravedere la gola che conduce alle celeberrime torri del Vajolet e al rifugio omonimo, nonchè al più piccolo rifugio dedicato al grande alpinista Preuss.

La gola del Gartl e le torri del Vajolet

L’ultimo tratto di sentiero per conquistare il rifugio è bello ripido, con fiatone assicurato. Percorso comunque sempre facile e sicuro. Arrivati al Preuss la visuale è fantastica a dire poco. Dietro di noi la vallata che abbiamo appena attraversato che sale da Gardeccia, sulla destra il Larsec, davanti a noi la prosecuzione della valle rocciosa che prosegue verso il passo Principe e successivamente verso il lago di Antermoia, e sulla nostra sinistra da bellissima, stretta gola del Gartl che si inoltra nel cuore delle torri del Vajolet dove sorge anche il rifugio Re Alberto I. Stupendo: qui sostiamo parecchio per saturarci i sensi di tutto quello che c’è intorno e cerchiamo un angolino un pò lontano dai turisti chiassosi (ma cos’avranno da parlare sempre, in continuazione??). Purtroppo la fortuna è finita e il cielo si fa brutto. Grossi nuvoloni si gonfiano sul Catinaccio e decidiamo di iniziare il rientro per la stessa via dell’andata. Scendiamo alla conca di Gardeccia e ci concediamo un bel tagliere di salumi e formaggi presso il rifugio omonimo, dove il gestore è gentile e accogliente e il cibo buonissimo. Riprendiamo la discesa verso Ciampedie e raggiungiamo sotto la pioggia la stazione della funivia che ci riporta a Vigo. Un’escursione molto bella e appagante. Peccato solo che abbiamo dovuto metterci un pò di fretta e non abbiamo potuto inoltrarci oltre a causa del meteo avverso. Sarà per la prossima volta.

 

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3 pensieri su “Catinaccio, zona del Vajolet – 2010

  1. pasquale

    domenica 7 luglio ho prenotato a vigo di fassa e lunedì vorrei arrivare al rifugio re Alberto.
    Ti ringrazio della descrizione del sentiero e mi fermerò al ritorno al rifugio Gardeccia per assaggiare
    un gustoso tagliere di salumi e formaggi.
    Grazie Pasquale

  2. pasquale

    sono appena tornato da vigo dove seguendo il tuo itinerario sono arrivato partendo dal rifugio gardeccia fino al rifugio alberto anche se gli ultimi 15 minuti sono stati duri per la presenza della neve però una volta arrivato al rifugio sono rimasto incantato per la bellezza delle torri, del lago
    e delle altre cime.Al ritorno mi sono fermato al gardeccia per il pranzo e la signora gentilissima mi ha offerto la grappa 18 lune.
    ciao e grazie di nuovo
    Pasquale

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