Monte Marmagna da Lagdei

Escursione effettuata in diverse occasioni – Partenza da rifugio Lagdei, salita al Lago Santo, sella del Marmagna, monte Marmagna, discesa al lago Santo e possibile deviazione in visita a capanna Schiaffino.

Cartina della zona

Senza bubbio la salita al Marmagna è la più classica escursione dell’intera Val Parma. Sempre piacevole e appagante, permette di raggiungere i 1852 metri della vetta senza troppe difficoltà e con un sentiero accessibile ai più. Certo, un pò di impegno e di fatica ci vogliono dato che partendo da Lagdei il dislivello è comunque di 600 metri circa. Se volete il massimo del panorama in questo tratto appenninico eccovi serviti: la sella e la cima del Marmagna regalano le migliori viste che ci possono trovare sul golfo di La Spezia e il crinale parmense che divide l’Emilia dalla Toscana. E’ un’escursione che ho fatto diverse volte con la famiglia o con gli amici e ogni volta regala le stesse emozioni. La conca del Lago Santo è un grande anfiteatro di origine glaciale, circondato da un tratto di crinale che unisce i monti Orsaro, Braiola, Marmagna, Aquilotto e Aquila. E’ una zona di bellezza unica e la sua origine glaciale, intuibile anche dalle forme più dolci del versante parmense e dai contrastanti strapiombi del lato toscano, crea un paesaggio dai tratti tipicamente alpini, con vegetazione bassa e verdeggiante alternata a massi erratici e zone più rocciose. L’escursione parte dal parcheggio di Lagdei. A fianco del nuovo rifugio imbocchiamo il sentiero 727 che sale in modo deciso su sentiero caratterizzato da grossi sassi e gradoni. Tutto questo primo tratto si svolge in faggeta. Dopo una mezz’oretta, a un bivio sempre ben segnalato, abbandoniamo il 727 a fovore del 723 che ci accompagnerà fino al lago e poi fino alla nostra meta. A 45 minuti dalla partenza circa arriviamo con un pò di fiatone al Lago Santo, meta numero uno dei domenicali frequentatori di questa zona. Il lago è comunque sempre un bello spettacolo e sulle sue sponde sorge lo spesso affollato rifugio Mariotti. Si costeggia il lago per buona parte del suo perimetro e si seguono sempre le indicazioni per il 723 avventurandosi in un altro tratto nel bosco per poi uscire finalmente sui primi tratti scoperti che ci portano verso la sella. Ignoriamo le deviazione per la sella dello Sterpara (altra bellissima escursione da fare assolutamente) e proseguiamo su sentiero scavato tra rocce e mirtilli con una stupenda vista su tutta la conca glaciale che ci circonda e con la nostra meta là, ancora lontana. D’estate il sole picchia, da ora in poi niente più ombre e bisogna provvedere con un pò di creme solari se non vogliamo tornare a casa con una bella scottatura. Dopo una salita abbastanza dura arriviamo alla sella del Marmagna con spettacolare vista sul mare lontano e sicura presenza di camminatori che bivaccano in questa zona piacevole ma spesso battuta dal vento. Saziata la vista e scattata qualche foto d’obbligo di prosegue verso destra in direzione della vetta. Si possono seguire le indicazioni 723+00 che in questo tratto coincidono, oppure mantenersi sul filo di costa e accorciare la salita. Li ho provati entrambi e devo dire che dal punto di vista paesaggistico è più bello, anche se più lungo, rimanere sul 723 fino alla vetta. Si attraversano zone rocciose con bellissima vista sul lago Santo sotto di noi, con lo sguardo rivolto alla grande croce di vetta. Alla fine giungiamo alla meta, caratterizzata da una statua della Madonna e una grande croce in ferro. Se andate nel week-end è difficile essere soli qui, ma la salita vale comunque la pena: la vista è fantastica e se la gente non è troppa, ci si può fermare per consumare uno spuntino e saturarsi un pò i sensi con questi magnifici paesaggi e questo grande senso di pace. Ci si trova nel punto più alto della zona e forte e gradevole è la sensazione di vedere tutto dall’alto. Se rivolgete lo sguardo in alto sembra di volare via, è fantastico. Si scende per la stessa via o se preferite si può rimanere sul crinale e dirigersi verso il Braiola per poi scendere col sentiero che porta alla capanna omonima. Rientrati nei pressi del lago Santo si può fare una deviazione (piuttosto lunga) sul sentiero 729 che ci porta a visitare la piccola capanna Schiaffino, una costruzione in sassi sempre aperta con la funzione di bivacco e rifugio d’emergenza. Da qui si può rientrare al parcheggio prendendo il 727 che scende di nuovo nella faggeta fino a Lagdei.

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